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Vi è mancata un po’ di ansia in questi giorni? Se l’ultimo post della gravida ansiosa sulle calorie in gravidanza, forse, era un po’ più leggero del solito, da questo non si scappa. Ebbene si, perché parlando di cibo, come vi avevo già detto qualche giorno fa, si potrebbero scrivere fiumi e fiumi di parole.

Se mantenere un peso stabile o, meglio, che cresce in modo non eccessivo seguendo i classici manuali di ginecologia, è un’impresa ardua ma che ci prendiamo in carico come moderne eroine, soprattutto per evitare che il giro vita post-parto sembri una ciambella da mare mezza sgonfia, evitare alcuni cibi (nocivi, pericolosi, contaminati) o disinfettarli in modo ossessivo per non contrarre batteri che su di essi si possano essere adagiati, è davvero sfibrante. Fisicamente e psicologicamente. Fisicamente perché per togliere l’amuchina dalle verdure e dalla frutta ci vogliono almeno un migliaio di risciacqui (il bicarbonato alla gravida ansiosa dopo un po’ sembrava non essere molto efficace). Sfibrante perché la testa è sempre in allerta e vi farà rimporre anche quello che state mettendo sotto i denti, in un mezzogiorno di fornelli con la fame che vi contorce lo stomaco. La mente delle gravide ansiose, ricordate bene, è subdola e si insinua nei vostri dolci pensieri culinari per infrangerli contro la dura e cruda realtà. Della vostra immaginazione, ma realtà.

Ora a parte queste digressioni sceniche, esistono effettivamente rischi e pericoli che potrebbero compromettere lo stato della nostra attesa, dello sviluppo del piccolino e la nostra salute. Non sto qui a fare l’elenco di quello che si può mangiare o no in gravidanza, perché per quello ci sono mille siti molto più autorevoli di questo che elencano cibi si e no, ma ancor meglio c’è il medico di fiducia.

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Cib-ANSIA: la dieta della gravida

Ci ho messo un po’ per arrivare a questo post perché l’argomento richiede tempo e riflessione. No, a parte gli scherzi, penso sia il momento di affrontare la questione cibo in gravidANSIA. Anticipo già che con ogni probabilità ci sarà il post numero uno, due e forse anche tre vista la mole di cose da non poter mangiare, le possibili cose da contrarre e le cose che generano ansia (ho volutamente parlato di cose per lasciare un po’ di suspense).

Parto innanzitutto dal rapporto con il cibo che, per quanto non ossessivo prima della gravidanza, si è manifestato un po’ ostile già dai primi mesi. La prima cosa che la ginecologa mi ha detto è che avrei dovuto evitare di prendere troppi chili, massimo dodici, per poter scongiurare complicazioni, diabete gestazionale e tante altre cose che ogni futura mamma si sarà sentita dire. Benissimo. Nessun problema, regime alimentare alla mano e lieve nausea mi sembravano una buona premessa per evitare la lievitazione fisiologica. Ma non avevo fatto i conti con: noia dovuta a riposo forzato, golosità di base pre-gravidica e gravidica, passione spasmodica per pizza, pane e carboidrati e via dicendo. Il primo scoglio, dunque, che mi si è presentato davanti in questo divertente stato di gravidANSIA è stata l’angoscia da aumento di peso. Non sono mai stata una persona estremamente attenta alle calorie, ma nemmeno un tritarifiuti, diciamo il giusto equilibrio tra “sono perennemente a dieta e mi nutro di aria” e “portatemi un altro hamburger e patatine, salse e quanto di più calorico esista al mondo.” Ma pur avendo un equilibrio interiore (molto molto precario riguardo il cibo) lo spauracchio di metter su peso eccessivo sta diventando un tantino troppo invadente.

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Calci di inizio…ansia!

Dopo tanta attesa finalmente giunge il momento, in gravidanza, in cui il piccolino incomincia a far sentire la sua presenza. Iniziano i primi calcetti e la futura mamma si sente più tranquilla. C’è chi avverte i primi movimenti già verso la 19a-20a settimana, chi più tardi ma, in ogni caso, prima o poi, il tanto atteso momento arriva. Dunque, voi penserete, che finalmente anche la gravida ansiosa inizi a rilassarsi, a pensare che è tutto ok e che quei piccoli movimenti possano regalarle un abbassamento di tensione notevole. Beh, a rigor di logica, dovrebbe essere così, ma la mente della gravida ansiosa genera mostri come il sonno della ragione. Quello che per una gravidanza normale, risulta essere un momento piacevole in cui il calcetto del pargolo arriva inaspettato, nel caso di una gravidANSIA, dal momento in cui il “circo” si mette in moto, diventa una specie di droga anti-agitazione che, però, non essendo rilasciata regolarmente, produce l’effetto contrario. Certo un po’ esagero nel calcare la mano, ma può capitare che nella mente della gravida ansiosa (io e mille altre future neo-mamme) si formulino domande del tipo: si muove troppo, forse c’è qualcosa che non va? Oggi non l’ho sentito per niente, forse c’è qualcosa che non va? Il calcio era debole, forse c’è qualcosa che non va? Insomma, un loop mentale da cui non esce salvo nemmeno il corazzato futuro papino che con tanta amorevole premura, cerca di farci rinsavire.

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Ansia da genere umano

La gravidanza porta con sé sbalzi di umore che nemmeno una giornata bipolare di primavera. Se poi si rivela essere una gravidANSIA, l’interazione con il genere umano, e con alcune categorie in particolare, potrebbe diventare complicata. Sarà capitata a tutte quella giornata un po’ storta in cui vedere gente frenetica che ti passa a destra e a sinistra, sfrecciando come un road-runner nel deserto americano, fa solo che aumentare il nervosismo. La città non è desertica, però, e a volte lo spazio è, alquanto, ridotto per manovre fisiche repentine e poco calibrate, ergo…furia omicida a duemila. Se poi è la gravida ansiosa a dover fare i conti con la gente che vive in un mondo tutto suo, beh, ormai lo sapete come finisce.

Prendete il caso in cui uno debba andare a fare la spesa, fare un giro per negozi o semplicemente una passeggiata in una strada più o meno affollata di persone. Bene, io cerco sempre di calcolare il mio spazio vitale per non andare ad intaccare quello altrui, ma certi tipi non si regolano assolutamente. Mettete la condizione che voi state guardando una vetrina, o uno stand in un negozio…c’è sempre, e ripeto sempre, la tizia che prende la ricorsa e, dall’altro capo della strada o della superficie espositiva, punta la tua stessa area di azione e in un secondo ti sta addosso come un cane da tartufi. Te la ritrovi spalla a spalla, o addirittura dietro, che ti schiaccia contro lo scaffale per prendere qualcosa che, dopo che tu ti sarai tolta, perderà di interessa. Bene. Di mio cerco di essere tollerante, mi scanso, magari ripasso dopo che la gentile signora è andata “fuor dalle balls” e cerco di mantenere una respirazione da meditazione zen. Ma ora che sono in gravidANSIA la prima cosa che mi viene da fare è coprirmi la pancia con le mani, per evitare bruschi contatti con gomiti, mani volanti che sembrano non avere un padrone e…borse giganti senza controllo. Si, è vero, le abbiamo tutte, ma c’è chi, come la sottoscritta e molte molte altre donne, tiene la borsa in modo tale che non arrivi prima lei del resto del corpo. Comunque, probabilmente è uno stato portato dalla gravidanza, visto che l’ho riscontrato in molte amiche, ma lo stare in luoghi molto affollati e chiusi, può generare un filino di ansia che prima, da brave shopaholic, non avevamo. Quindi le lunghe maratone all’insegna dell’acquisto perfetto, sono terminate, almeno momentaneamente. Ho riscontrato, inoltre, che su di me, tutto questo ha un potere che riesce a trasformarmi da gravida ansiosa a gravida rabbiosa. Lo so, lo so, che al bambino la rabbia fa più male dell’ansia (e per questo mi ansio)…il dramma è che, poi, non riesco ad esternalizzare questo mia voglia di manifestare la mia intolleranza verso alcuni soggetti del genere umano e, per alcuni minuti, ho il sangue che mi ribolle.

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Usciamo?…Apetta, consulto la mappa delle buche!

In questi giorni estivi, tra saldi, ferie di amici e parenti e caldo eccessivo, l’idea di uscire, spostarsi e fare cose è divenuta sempre più pressante, un po’ per esigenze personali (la clausura no, non la reggo più), un po’ perché tutti vogliono vedere la panciotta e stare insieme per condividere questo bel momento. Tutto fantastico, se non fosse che, per spostarsi in questa grande città, occorre prendere la macchina. Voi direte: e che problema c’è? In teoria problemi non ce ne sarebbero, se non fosse per i crateri e le valli che si sono create sulle strade rattoppate mille volte. E qui arriviamo al nocciolo della questione…le tanto temute buche! Perché, dovete sapere che, per una gravida ansiosa come me, le buche sono come la kryptonite per Superman, il taglio di capelli per Sansone e il tallone per Achille (beh per me, uno dei tanti talloni…) e generano ansia, tanta ansia. Se i primi tempi sono riuscita a tergiversare e far spostare tutti dal nostro lato della città, ora, purtroppo, è giunto il momento di lasciare il nido per raggiungere nuove mete.

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Kit di Sopravvivenza per il Bagno Pubblico

Alzi la mano chi non ha mai guardato con un certo disgusto un bagno pubblico, non si è trattenuta le proprie necessità per ore pur di non andare in quel luogo infestato da germi e chi, in stato di necessità, non ha cercato posizioni da acrobata pur di non essere minimamente sfiorata da quelle superfici pestilenziali. Ovviamente, mi rivolgo soprattutto al genere femminile, quello maschile, si sa, ha agevolazioni tutte sue. Nel caso di stato di gravidanza la questione diviene veramente drammatica. Con il passare delle settimane la pancia cresce, l’utero si ingrandisce e il nostro frugoletto comincia a pesare sulla vescica che, dopo anni di onorato servizio in cui trattenersi non era un problema, ci abbandona crudelmente e rende necessario l’uso del bagno pubblico, qualora si voglia mantenere una vita attiva e sociale. Quindi, in gravidanza, si inizierà a conoscere bene ogni bagno di ogni singolo centro commerciale, ristorante e attività di qualunque genere.

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In una situazione normale, le più coraggiose tentano di mantenere una posizione sollevata e, con la rapidità di un fulmine, entrano ed escono nemmeno fossero Flash. Quando, però, l’emergenza “plin plin” colpisce una gravida ansiosa che, oltretutto, ha la pipì timida ed è pure schifiltosa, beh, allora lì iniziano i problemi. Ricadendo, ovviamente, in questa triplice categoria, per me uscire ed avere un emergenza così, ormai onnipresente, date le quantità spasmodiche di acqua introdotta nell’organismo, a causa di una calura estiva senza ritegno, è una bella gatta da pelare.

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Gravidansia Premium Membership

Innanzitutto voglio precisare che, ad avere una gravidANSIA non ci si deve sentire in colpa. Le motivazioni sono tante, e tutte fondate. Tanti tentativi, un percorso difficile, l’inesperienza, la giovane età o l’età matura, precedenti non andati a buon fine e via dicendo. Quindi mi sento di dire, alzando un po’ la voce, siate fiere della vostra gravidANSIA e portatela con onore. Attaccatevela al petto e siatene fiere.

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Non c’è niente di male ad essere preoccupate purché, tutto questo, non diventi fonte di panico, depressione e pensieri deleterie anche per il bambino. Contate sulle persone che vi vogliono bene, loro capiranno, non tenetevi tutto dentro perché le cose, nella nostra testa, diventano eccessive, quindi lingua a briglia sciolta e pensieri positivi. Fate affidamento sul vostro/a ginecologo/a, se avete un dubbio parlatene e cercate di evitare diagnosi fai da te (i blog e i forum con le esperienze delle altre mamme sono importantissimi ma pensate anche che non sempre l’esperienza di una, sarà necessariamente la vostra). E poi c’è sempre il nostro beneamato e fido maritino. Se vedete che sta indossando un’armatura medievale e si è messo in assetto di difesa, non vi preoccupate, avrà letto qualche blog di neo o futuri padri e starà, come voi, affrontando la situazione come meglio può. Quindi…non lo stressate ma non abbiate paura di parlare e condividere le vostre paure, vi renderete conto che sono anche le sue. Il mio ormai ha l’appuntamento fisso con il mio confessionale delle 18, l’ansia delle 20, le contrazioni delle 22 e la visita dalla gine ogni lunedì da quando abbiamo scoperto di essere in attesa e poi…è sempre pronto, notte e giorno, chiavi in mano.

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Gravidanza o Gravidansia?

Non avrei mai pensato di iniziare a scrivere un blog sulla gravidanza. O meglio, sulla mia gravidanza. Scrivere mi è sempre piaciuto, ma non di cose così strettamente personali. Da quando ho scoperto di essere incinta, ho pensato che, magari, avrei potuto tenere un diario dove annotare reazioni ed emozioni per poi rileggerlo un domani, o farlo leggere a mio figlio. Ma, poi, qualcosa è cambiato…

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Mi è successo di fare una corsa in pronto soccorso (tra le mille visite dalla ginecologa), in una mattina di inizio estate per delle piccole, quasi insignificanti, perdite rosa. Panico, allarme generale di marito e genitori per sentirsi dire, una volta lì, che, a parte il fatto che tutto procedeva per il meglio, forse, quelle perdite le avevo sognate data l’ora, notte piena, e che magari dovevo abbassare un po’ il grado d’ansia. Ansia, io? Ma no, la diagnosi è totalmente sbagliata. Ansiosa io? Ma va? Io che igienizzo tutto con bicarbonato e disinfettanti ad hoc, anche mio marito fra un po’, io che quando devo cuocere la carne la prendo con i guanti, io che mi controllo mille volte al giorno con la carta igienica per vedere se c’è qualcosa che non va, io che non prendo la macchina per evitare possibile danni causati dalle buche (vivo a Roma e di recente più che una città di marmo come diceva Augusto, è diventata una gruviera svizzera), io che…beh forse, a ripensarci bene…però giuro che le perdite c’erano, erano lì che mi guardavano e io che guardavo loro, con il microscopio ad alta risoluzione, però le guardavo e le ho viste bene. Per non parlare delle contrazioni e del dolore ai reni che mi è venuto subito dopo averle viste. Mi stava quasi tornando anche il ciclo secondo gli input che inviava il mio corpo.

A guardarla bene in faccia, effettivamente, per quanto qualche piccolo problemino in precedenza ci sia stato, la mia si è rivelata essere più che una gravidanza, una gravidANSIA. E qui arriviamo al nocciolo della questione. Non credo di essere l’unica e ho quindi pensato che, cercando di riderci su, magari, in gruppo, questi mesi passeranno più veloci e spensierati. Prendersi un po’ in giro, fa bene, e prendere con più leggerezza fobie e paure (vere o presunte), penso che possa solo giovare.