Cib-ANSIA 2

Vi è mancata un po’ di ansia in questi giorni? Se l’ultimo post della gravida ansiosa sulle calorie in gravidanza, forse, era un po’ più leggero del solito, da questo non si scappa. Ebbene si, perché parlando di cibo, come vi avevo già detto qualche giorno fa, si potrebbero scrivere fiumi e fiumi di parole.

Se mantenere un peso stabile o, meglio, che cresce in modo non eccessivo seguendo i classici manuali di ginecologia, è un’impresa ardua ma che ci prendiamo in carico come moderne eroine, soprattutto per evitare che il giro vita post-parto sembri una ciambella da mare mezza sgonfia, evitare alcuni cibi (nocivi, pericolosi, contaminati) o disinfettarli in modo ossessivo per non contrarre batteri che su di essi si possano essere adagiati, è davvero sfibrante. Fisicamente e psicologicamente. Fisicamente perché per togliere l’amuchina dalle verdure e dalla frutta ci vogliono almeno un migliaio di risciacqui (il bicarbonato alla gravida ansiosa dopo un po’ sembrava non essere molto efficace). Sfibrante perché la testa è sempre in allerta e vi farà rimporre anche quello che state mettendo sotto i denti, in un mezzogiorno di fornelli con la fame che vi contorce lo stomaco. La mente delle gravide ansiose, ricordate bene, è subdola e si insinua nei vostri dolci pensieri culinari per infrangerli contro la dura e cruda realtà. Della vostra immaginazione, ma realtà.

Ora a parte queste digressioni sceniche, esistono effettivamente rischi e pericoli che potrebbero compromettere lo stato della nostra attesa, dello sviluppo del piccolino e la nostra salute. Non sto qui a fare l’elenco di quello che si può mangiare o no in gravidanza, perché per quello ci sono mille siti molto più autorevoli di questo che elencano cibi si e no, ma ancor meglio c’è il medico di fiducia.

Qui mi piacerebbe condividere, ridendo con voi, le paranoie che mi sono fatta venire finora proprio leggendo siti, forum e opinioni di tutti i tipi. Premetto che a sentire tutte le campane, ora dovrei aver iniziato una dieta respiriana (quella che fanno certe star che si nutrono solo di aria – cit da ultimo post) per star proprio tranquilla tranquilla (e nemmeno tanto, dato lo smog che c’è). Nel momento in cui si scopre di essere in attesa, e la fame si sprigiona inconsapevole dei limiti che le saranno imposti, sembra di vivere in paradiso. Beh, infatti, non dicevano le nonne di un tempo che si doveva mangiare per due? Neanche per idea…si mangia per uno e quell’uno non siete voi, ma quel piccolo seme di vita che inizia a crescere dentro di voi. Per il resto voi potete tranquillamente diventare adepte della sopracitata dieta. Quindi, prima cosa, limitazione. Una limitazione nel mangiare che non vi sarà data solo da imposizioni esterne ma, ad un certo punto, anche da voi stesse. Non per logica di associazione tra carboidrati e proteine, verdure o altro ma per ANSIA e angoscia di contrarre l’inimmaginabile. Toxoplasmosi (beata chi prima della gravidanza l’ha avuta), salmonella, escherichia coli, listeria, ecc… sono nomi che, se ancora non vi sono familiari, lo diventeranno. Per evitare di ritrovarsi uno di questi mostri alle calcagna, occorre seguire delle semplici regole sia di igiene (lavare bene frutta e verdura, possibilmente con il bicarbonato o disinfettante alimentare; lavarsi bene le mani, almeno 20 secondi di insaponamento, dopo aver toccato carne cruda, verdura e frutta non lavata), sia di cottura (deve essere tutto cotto nel più profondo). Per la toxoplasmosi bisogna evitare carni poco cotte o crude, frutta e verdura non lavate e quanto altro potete trovare in rete come consiglio. Le altre infezioni citate non ve le approfondisco nemmeno, altrimenti mi ritorna l’ANSIA.

Quello che c’è da sapere, però, è che per la gravida ansiosa tutto questo potrebbe diventare un po’ ossessivo, e a volte anche eccentrico.

Al bar, per esempio, cerco di evitare tutto ciò che non è sigillato (a parte il saccottino al cioccolato a cui non si può resistere), il cappuccino, se proprio me lo concedo, lo bevo mettendo il manico della tazza nel verso scomodo (cioè con il manico a sinistra – i mancini che hanno bevuto a quella tazza saranno sicuramente meno dei destrorsi e visto che la sterilizzazione di quelle tazze è opinabile, almeno così vado più tranquilla – più che astuzie da gravidanza questi sono insegnamenti tramandati di generazione in generazione nella mia famiglia), il succo di frutta me lo faccio versare nel bicchiere di plastica (non vi dico come mi guardano i camerieri).

Al ristorante e in pizzeria evito tutto ciò che è di natura incerta, che possa essere poco cotto o fatto con verdura poco lavata. Cioè quando usciamo con gli amici, se mi va bene, riesco a prendere una pizza margherita ed un supplì (in barba alla dieta dell’ultimo post) o se sono a stretto regime alimentare pesce al forno e verdure cotte (quelle grigliate le guardo sempre con un certo sospetto). I dolci, oltre che essere banditi dalla ginecologa, quando sono fuori, evito di guardarli per paura che salmonella, escherichia coli o la terribile listeria mi vengano a far visita nel sonno come i tre fantasmi del Cantico di Natale…non vi dico che fatica quando c’è la torta al cioccolato (che mi piace il cioccolato, per caso?).

Sterilizzare-Verdure-Gravidanza2

A casa la cosa si fa più interessante, ed è lì che la gravida ansiosa dà il meglio di sé. Innanzitutto disinfetto tutte le verdure, anche quella da cuocere, e la frutta, anche quella da sbucciare. Vi dico solo che ho costretto mio marito a pulire l’esterno del melone con il bicarbonato prima di tagliarlo (evviva la gravidANSIA ma anche i mariti pazienti). La carne la prendo con i guanti e lavo più di una volta l’utensile che uso per girarla (una volta ho anche ripassato due hamburger in microonde per paura di non averli cotti bene in padella). La pizza a taglio la ricuocio in forno senza pietà (una sera prendendo alcuni pezzi la ragazza del negozio ha messo insieme quello che avevo preso io e quello che aveva preso mio marito – tutto normale fino a qui- mettendo i miei pezzetti di pizza, scelti con cura tra le varietà con cibi che potevo mangiare, sopra a quelli che aveva scelto mio marito che includevano, tra gli ingredienti, pancetta cruda e speck).

Al supermercato è sempre gioia e dolore per tutto ciò che mi mangerei e che non posso, e la scelta va sempre sulle solite cose. Il prosciutto cotto lo evito se preso al banco perché viene tagliato nella stessa macchina in cui il salumiere taglia il crudo, il salame ecc e quindi la toxo potrebbe essere dietro l’angolo, il gelato artigianale è solo un bel ricordo (causa possibile listeria e forse salmonella ma non ricordo) e quello confezionato, dopo aver visto una nota trasmissione in tv in cui si diceva che possono esserci dei batteri dannosi per la salute che si sviluppano se viene tirato più di una volta fuori dal surgelatore, ha avuto una breve parentesi in questo periodo della mia vita.

Ma per quanta attenzione potrete fare, per quanto potrete leggere e documentarvi, ci sarà sempre qualcosa che vi sfugge, come è successo anche a me più di una volta e come succederà di nuovo. Il problema è aver ingerito una cosa e poi farsi venire il dubbio dopo, consultando l’oracolo (come chiamo internet) che il più delle volte dà delle risposte che nemmeno la sibilla cumana saprebbe interpretare, altre volte, con fermezza e certezza, vi fa andare l’ansia a duemila. Tanto per dirne due molto veloci…in una delle occasioni da pizzeria a taglio, tra i vari gusti ne scelgo uno di cui vado particolarmente matta: pizza funghi e crema di formaggio. Me ne faccio tagliare felice un pezzo, la commessa mi dice anche che c’è la crema di formaggio e io annuisco serena e anche un po’ sovrappensiero, me la porto a casa insieme ad altri tipi, la riscaldo e mentre conversavo amabilmente con mio marito, quando ormai avevo ingurgitato più della metà della fetta, mi scatta un campanello di allarme nella testa: qui c’è il gorgonzola, l’ho sentito, ma io non posso mangiarlo, aiuto! Getto la rimanente parte di pizza smozzicata il più lontano che posso da me e inizio a disperarmi, battendomi il petto come una peccatrice pentita. Ansia, ansia, ansia…consultazione dell’oracolo che, oltretutto, me ne fa venire un’altra: niente funghi in gravidanza (fino a quel momento, non dico che ne avevo mangiati parecchi, però…), sono coltivati a terra, assorbono tutto e possono essere tossici. Mi sento svenire. Morale della favola ormai li avevo mangiati ma da quel momento c’ho messo una pietra sopra. Per quella micro-parte di gorgonzola che forse, e dico forse, era stata messa nella salsa, non poteva contenere nessun batterio dato che era stata cotta, aveva bollito, ed era stata cotta di nuovo da me…però il panico per un po’ ce l’ho avuto.

Panico estremo, così come mi era venuto, più che il panico, lo sconforto, per aver mangiato della pasta con il pesto. Ovviamente, come sempre, il campanello di allarme è suonato dopo averla mangiata (non nego, con gusto) e non prima. Nella consultazione, post-prandiale, dell’oracolo, è uscita fuori la nenia ansiogena che, essendo fatto con il basilico fresco, anche qui, la toxoplasmosi potrebbe essere in agguato. In molti lo sconsigliano, c’è chi dice che, ovviamente, quello fatto in casa è più sicuro (ma solo se fatto da voi, lavando e disinfettando le foglie di basilico, non al ristorante o dalla zia di quattordicesimo grado che non si ricorda che siete in gravidanza); su quello del supermercato gli aurighi del commento si dividono tra no e si, i primi perché dicono no a tutto, i secondi perché dicono che essendo commerciale devono bollire i vasetti o cose così. Per non saper né leggere né scrivere, dopo l’evento traumatico, ho iniziato a cuocerlo in padella e poi ci metto la pasta.

So di essermi dilungata troppo, ma affrontare un terzo post sul cibo mi avrebbe prolungato l’agonia da cibi che non si possono mangiare, creando in me quel vuoto che so essere condiviso anche con voi quindi, scusate il mio essere prolissa. Termino facendomi portavoce senza vergogna di quello che, segretamente, coviamo nei nostri cuori: insaccato mi manchi, ma quanto mi manchi…mi manchi così tanto che nelle notti di luna piena mi alzo e ti metto in padella pur di saziare quella voglia irrefrenabile di te. Ecco, l’ho detto.

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