Una storia interessante

A rischio di diventare monotona e ripetitiva, l’argomento di questo nuovo post è ancora una volta l’allattamento. In questa occasione però vorrei abbandonare un po’ i miei panni di ansiosa non più gravida.

Vorrei parlarvi di un qualcosa che, seppur già conoscevo, non ho mai approfondito e, soprattutto, persa nel caos dei primi giorni subito dopo l’arrivo di Mr Pippins, ho totalmente dimenticato ma che, in realtà, sarebbe potuta essere una grandissima risorsa.

Sto parlando della Leche League, la Lega del Latte il cui scopo, fin dalla sua fondazione negli anni Cinquanta, è stato, ed è, quello di aiutare le neomamme ad avviare un sereno allattamento. Diciamo che La Leche League sta ad una neo-mamma come Obi Wan Kenowi sta a Luke Skywalker.

Oggi per augurare a tutte le mamme (neo e non solo, con seno o biberon in mano) una festa piena di meraviglie e baci, vi lascio con la sua storia.

Buona Festa della Mamma

LecheLeague-Storia-LegaLatte

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Ansia liquida da allattamento

Sono passati cinque mesi da quando è arrivato Mr Pippins nella mia vita ed è giunto il momento di fare un bilancio su qualcosa che risulta essere un argomento spinoso. Ho letto di tutto, opinioni, libri, consigli per gli acquisti e leggende metropolitane. Mi ero preparata nel periodo della gravidanza neanche avessi dovuto fare una gara olimpionica. Ho seguito la dieta dei campioni, fatto le prove generali fino a che la prima da mettere in scena è arrivata, e le sue repliche non sono andate come la regia le aveva pianificate.

Ebbene si, per quanto Mr Pippins sia stato bravissimo fin dal suo primo attacco, perfetto, quasi da manuale direi, l’allattamento non è andato come avrei voluto.Il quadretto idilliaco che mi ero dipinta nella testa era quello di un’allegra e florida mucca svizzera al pascolo con il suo vitellino ma mi sono ritrovata proiettata nell’Urlo di Munch con Mr Pippins affamato e strepitante. Il concetto di “a richiesta” non è comunque ben comprensibile fino a che non lo si prova e per quanto io mi sia impegnata e dedicata a mio figlio con abnegazione, più di una suora di clausura, il risultato non è stato dei migliori. C’è chi sicuramente penserà che non abbia tentato il tutto per tutto e chi invece virtualmente mi darà una pacca sulla spalla a dirmi “Ci hai provato non è colpa tua” ma con aria poco convinta.

Allattamento-Seno-Artificiale

Per quanto saggiamente un’altra mamma mi abbia detto che i bambini crescono ugualmente con il latte artificiale, la cosa non ha tirato su il mio spirito di madre affranta per essere stata così scarsa in un qualcosa vecchio come il mondo. Pur essendo stato un fallimento a metà, in quanto l’allattamento di Mr Pippins è stato misto (un po’ del mio lo ha sempre preso e lo prende tutt’ora), non riesco a seppellire quel senso di colpa che mi porto nel cuore. Se poi ci mettete anche che accendendo la tv, in un primo pomeriggio un po’ stanco, ti passa davanti agli occhi la notizia che il latte  materno  è  anche  un  potente Continue reading “Ansia liquida da allattamento”

AAA cercasi disperatamente…camicia da parto!

Come vi avevo anticipato nell’ultimo post (scusate la latitanza ma la gravidanza si inizia a far sentire) il capitolo shopping per l’ospedale non si poteva chiudere senza almeno accennare alle esaltanti peripezie che la gravida ansiosa ha dovuto affrontare per trovare il necessario (e che fosse anche di suo gusto…poi uno dice che si fa venire l’ansia) per la permanenza post-parto. Dato che l’ansia di avere tutto pronto ormai è cosa accertata, l’acquisto delle camice da notte, ha avuto il suo epilogo qualche giorno fa, dopo ardua ricerca. Ovviamente il fatto di voler trovare a tutti i costi tessuti adatti per l’era delle castagne mentre fuori quella delle fiamme impera, non è stato certo facile ma si sa, una gravida ansiosa non si ferma davanti a nulla, si ansia ma non molla fino al raggiungimento dell’obiettivo che le rilascerà la giusta dose di endorfine necessaria (appena) per traghettarla all’ansia successiva.

Complice la noia e il caldo asfissiante dell’estate in città, la ricerca ha avuto avvio tra negozi votati al sacrificio estremo di un’apertura in pieno Agosto e il sempre onnipresente web che tutto contiene ma che si rivela solo all’internauta che gli rivolge la domanda corretta. Insomma, un’apriti sesamo 2.0. Nei negozi ci sarò passata un giorno si e l’altro anche…ci mancava poco che mi mettessi a sballare i colli insieme alle commesse per vedere se quello che contenevano poteva fare al caso mio. Sappiate, mie care che leggete, che essere in gravidansia richiede anche un lavoro certosino e di grande cura nell’essere coerenti con se stesse…il motto è: se ho detto che oggi devo trovare quella cosa, oggi la trovo…ma dato che sapete che così non è, sapete anche che al rientro a casa partirà il valzer dell’unghia smangiucchiata in attesa della nuova settimana e dei nuovi arrivi.

Adesso, a parte l’esagerazione, neanche troppo lontana dalla verità, la questione è stata aggravata da una serie di motivazione che, secondo la scrivente, possono risultare più che oneste e, forse, anche di applicazione generale.

  1. La prima è di gusto: a me le camicie da notte non sono mai piaciute, soprattutto in inverno…ditemi voi se è piacevole ritrovarsi con le natiche al vento in una fredda notte di gennaio, magari dopo aver scalciato via il piumone causa incubo notturno.
  2. La seconda è di carattere economico, per quanto i costi di alcune non siano esorbitanti, spendere anche un centinaio di euro (ma anche meno) per tre cose che so già che non metterò mai più, non rende felice la gravida ansiosa.
  3. La terza è legata alla propria dignità. Scorrendo tra le numerose immagini trovate su Amazon (dove ho poi acquistato i 2/3 del necessario), sotto la voce “Camicia da notte parto”, mi sono domandata il perché dovessi trovarmi a scegliere tra gravida sexy (per alcune mancava solo il perizoma in tinta e la frusta) e la nipote di nonna Belarda (kit composta da camicia e berretto da notte).

Mi sono, poi, venute, in mente alcune considerazione guardando sempre le stesse immagini, riguardo ai centimetri di stoffa usati e alle pose ammiccanti delle modelle in “finta” gravidanza. Gli interrogativi che ne sono nati sono questi:  perché  dovrei  scegliere

Gravidanza-Camicia-Parto

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